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Croce e delizia

21 Novembre 2012 alle 11:45

"Convertito eh? Convertito davvero?". Così dice don Abbondio vedendo l'Innominato abbracciato dal cardinale. La stessa cosa potremmo dire del presidente Napolitano, che per una vita intera ha professato il verbo marxista e cita Croce a Napoli. Poteva risparmiarsela, sia perché poteva trovare più congrui riferimenti, sia perché estrapolare dal contesto storico filosofico in cui si vive è un vizio del culturume eclettico nazionale: "Nessuno mette una pezza vecchia su un vestito nuovo". Però consoliamoci, la verità ha il potere delle conversioni, quella citazione vale un rinnegamento della dottrina che ha educato tanti giovani della sua e nostra giovinezza e spinto a imprese sanguinarie e scellerate durante i decenni passati. Resta il fatto che i nostri politici non sono pensatori e restano sempre indietro rispetto al proprio tempo; ora che sarebbe opportuno, vista la piega che ha preso il capitalismo finanziario contemporaneo, ritornare ad alcune tesi ermeneutiche marxiane si cita Croce, tanto per fare bella figura con gli incantati ascoltatori; così va spesso il mondo, ovvero andava nel secolo passato.

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