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Alla ricerca del nome perduto

21 Novembre 2012 alle 12:40

Con quei ragazzacci dei miei amici, che nonostante l’età non crescono mai, abbiamo ipotizzato il nome da attribuire al nuovo PDL. Ci siamo incontrati al ristorante che riteniamo un mezzo alternativo alla TV e al web. Mal che vada mangi e bevi. Abbiamo quindi incominciato una sorta di “election name”. Le regole prevedono un listino bloccato, uno scorporo fra persone sedute a destra o a sinistra. Un premio di maggioranza al nome che ha raggiunto almeno sei consensi su 14, ma solo se sorridi, altrimenti proporzionale secca. Non ci capite niente vero? Aspettate di leggere la prossima legge elettorale e capirete. Ma questi sono tecnicismi che non interessano a nessuno. Ad ogni buon conto l’esito è stato il seguente. Nella sezione ispirata dalla musica i nomi vincenti sono risultati “si può dare di più” e “Knochin’ on heaven’s door”. Nella sezione ispirata dalla letteratura si sono piazzati “i fratelli Karamazov” e “cent’anni di solitudine”. Nella sezione ispirata dalla cinematografia si sono imposti “Beckett e il suo re” e “alla ricerca di Nemo”. Purtroppo il nostro “non statuto” non considera la sezione mistica quindi la cameriera, piuttosto attraente ma secondo noi Grillina, che ha suggerito il nome “Lazzaro”, non ha avuto modo di partecipare. Alla fine nessuna proposta ha vinto (con le regole che abbiamo era prevedibile). Il presidente della combriccola ha già nominato un tecnico che delibererà d’imperio il nome da attribuire al nuovo PDL. Decisione da alcuni considerata poco democratica. Per conto mio resto convinto che il nuovo nome doveva essere “Apocalypse now”.

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