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Il Montizemolo?

20 Novembre 2012 alle 11:00

Nel suo editoriale “Montezemolo scende in campo: dov'è il campo?”, il Direttore conclude:”La fantasia è esaurita, la verità introvabile”. A parte la verità, che introvabile è sempre stata ed è bene che sia così, per la fantasia ha ragione. O meglio forse, appare esaurita. Ma non è colpa della fantasia in sé, lei è la fedele dama di compagnia del nostro vivere, ma dell’uso che se n’è fatto e del ruolo che le si è attribuito. S’è voluto credere che da sola, oltre attirare consensi, entusiasmi e far nascere speranze, potesse risolvere quei problemi, che erano nati dalle fantasie suggestive e seducenti di quelli che ci hanno preceduto. Come dire: curare i danni della fantasia con la fantasia non sempre funziona. L’avventura umana prosegue, instancabile, possente, inarrestabile attingendo continuamente a se stessa. Non ne abbiamo la netta percezione perché il nostro tempo mortale è così breve e fugace, che non riusciamo a sfuggire alla condizione di ripeterci all’infinito: come fantasticare su un campo che non c’è. Però, oggettivamente, cosa resta oltre la fantasia della crescita? I vaffa di Grillo? Il cupo giustizialismo dei moralisti mediatici mozzorecchi? Il socialismo reale alla Landini e alla Penelope? I maneggi consociativi di un capitale che pochissimo ha coinciso coi suoi compiti naturali? Oppure l’abbraccio ottundente di una società burocratizzata e sclerotica? Oppure l’Europa? La fantasia delle fantasie.

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