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Dove si fanno passare le violenze di piazza come panacea

17 Novembre 2012 alle 11:00

Il ministro Cancellieri ha detto:”Le immagini? Mostriamole tutte. Anche quelle dei poliziotti assaliti”. Non è una provocazione è una richiesta che tutti gli onesti dovrebbero condividere. Il buon Michele raccoglie l’invito a modo suo e manda in onda la glorificazione e la giustificazione del comportamento dei manifestanti che sfasciano tutto, che sfondano vetrine, che lanciano pietre, che vanno alla manifestazione “pacifica” in formazione e assetto di guerra. Anzi peggio, in assetto da vigliacchi: volto coperto e caschi integrali in testa. Concede spazio alla retorica e all’esaltazione della violenza del capetto tribunizio. Ci fosse mai qualcuno che, nei vari talk show, abbia il coraggio di chiedere al giovane vociante di turno cosa sappia fare di concretamente utile per se stesso, per il suo futuro e, guarda caso, anche per la società in cui vive. Purtroppo il giovane vociante è il risultato logico, al limite inconsapevole, di una cultura politica che ha demonizzato il merito e fatto credere che il futuro consistesse, principalmente nel diritto del posto fisso garantito a vita nel pubblico impiego e, assolutamente sganciato, nel settore privato, da ogni valutazione di reale fattibilità e congiuntura economica. Ricordate il detto che il salario è una variabile indipendente? Ovvio che una classe politica e dirigente che attraverso quarant'anni ha portato l'Italia in queste condizioni non sappia dove mettere le mani e che l'unico suo pensiero sia quello di salvare la ghirba. Infatti il buon Landini fa il suo mestiere, e invoca ancora soldi pubblici da buttare nel calderone del debito. Chi lo dovrà pagare non lo riguarda, lui deve compattare i suoi. Amen.

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