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Maramaldo colpisce ancora. E' una constatazione.

15 Novembre 2012 alle 13:00

Il governo ha deciso di far svolgere le elezioni regionali circa sessanta giorni prima della politiche. Il costo aggiuntivo, oltre ai disagi doppi per le regioni coinvolte, rispetto alle elezioni raggruppate è di cento milioni, pari a un miliardo novecento trentasei milioni di lire. In tempi di legge di stabilità che gratta il fondo del barile e chiede sacrifici e in tempi di astensionismo montante, non appare un esempio di buona amministrazione tecnica. Già, ma il motivo di fondo è politico e sbilenco. Favorisce quella parte che, contando di trionfare in Lazio, Molise e Lombardia, vuole sfruttarne l’effetto trainante per le politiche. Penalizza quella intenta, confusamente e con tanta fatica a cercare di riorganizzarsi. Chi sostenesse il contrario è in malafede. L’incontro ABC, di stamattina ne è la riprova. Meno chiaro è perché il governo vi si presti facendo pagare il conto agli italiani. Oddio, meno chiaro magari no, sono le prove tecniche di captatio benevolentiae e di assicurazione sulle rendite.

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