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La madre di tutte le riforme

13 Novembre 2012 alle 18:20

La madre di tutte le riforme è quella della giustizia. Essa sola può dimostrare un’autentica volontà costituente di rifondare la democrazia italiana e credo non potrà prescindere dal caposaldo del ripristino dell’autorizzazione a procedere verso gli eletti, secondo la lezione dei “padri costituenti”, che credo toglierebbe dall’imbarazzo di un estenuante conflitto anche tanta parte della magistratura. Gli eletti dai cittadini non li revoca la tecnocrazia giudiziaria, Guida Suprema della nazione, li revocano i cittadini, con le elezioni o con un ben disciplinato potere di revoca, non ignoto agli ordinamenti occidentali. Intanto, un bel banco di prova della forza di affrontare il tema è la responsabilità civile diretta dei magistrati: sarà illuminante vedere se la politica eletta confermerà al Senato il sussulto di coraggio e dignità della Camera; se la politica non eletta, oggi al governo, si smaschererà uscendo dai confini dell’emergenza finanziaria e con tutti i sedicenti nemici delle caste tutelerà invece l’unico privilegio che fa di un gruppo una vera casta, l’impunità di fatto; se un governo europeista ed europeo seguirà inviti europei; se un parlamento testa di turco coglierà l’occasione, forse l’ultima, per riscattarsi con un segnale plurimo: alle caste irresponsabili; al governo non eletto; ai segretari di partito di ritorno dai rapporti in fureria. Vedremo se la politica eletta prenderà almeno il coraggio della disperazione per richiamare la politica non eletta, inclusa quella attiva nella magistratura, al “sutor, ne ultra crepidam”. Ricordando che cominciò tutto nel 1987, con quel referendum vinto dai cittadini, sconfitto da partiti poi giustiziati da magistrati.

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