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Chi ha vinto?

9 Novembre 2012 alle 10:15

Obama è stato rieletto, i suoi fan esultano, hanno ottenuto un premio che sembrava follia sperar. Il discorso con il quale ringraziava gli elettori per la sua vittoria è stato ben scritto e ben recitato. Molte corde dei sentimenti popolari sono state pizzicate e le promesse non mantenute sono svanite sotto la melodia che il nuovo spartito ha trasmesso agli elettori entusiasti. Le promesse, cavallo forte di qualsiasi retore acculturato, sono sempre per il futuro, dall'antichità latina la regola è: “Spero, promitto e iuro, reggono l’infinito futuro”. Il futuro, miraggio che viviamo quotidianamente e che ci sembra di là da venire quando il presente ci delude. Obama ripromette le chimere e sfugge la realtà che lo condanna. Gli si crede: è uomo... D’onore. Non così il Cavaliere, omaccio macho e leader infedele, tutte le sue promesse si son vanificate nel meriggio della crisi finanziaria che attanaglia il mondo dal 2008, fallimenti bancari statunitensi e i “finanziografi” mondiali hanno segnalato lo tsunami Lehman Brothers (non ricordo quanti miliardi di dollari sfumati) già nel meriggio del 2008, ma Obama scivola come l’olio sulle onde e viene rieletto a furor di popolo: un’ingiuria della sorte! Il Cavaliere, invece, se ne va in Kenia e non ha nemmeno la fortuna d’incontrare il Walter col quale poter discettare dell’ipocrisia del suo campione. Anche Barack Obama era un campione da ostentare alle folle del Lingotto accorse per abbeverarsi allo “YES WE CAN”, scandito con tracotante sicumera. Passerà alla storia dell’umanità: fu vera gloria? Certo che no, ma chi se ne frega? Oggi godiamo della vittoria, domani chissà... Se verrà.

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