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La crisi economica è connessa alla mancata unificazione politica dell'Europa

6 Novembre 2012 alle 09:00

L’Italia ha un debito pubblico pari al 126% del Pil. E’ un nuovo record. E lo spread, cioè il differenziale tra il rendimento dei BTP italiani e i Bund tedeschi, si mantiene sempre a livelli elevati. La cruda realtà è che i vari sacrifici richiesti ai cittadini non hanno sortito gli effetti sperati. Ricordo che in Giappone, con un debito pubblico enormemente superiore al nostro, la speculazione è inesistente. Perché, diversamente dall’ Italia, lo Stato Giapponese può avvalersi efficacemente della leva monetaria. La crisi economica in Europa è strettamente connessa alla mancata unificazione politica. Pertanto la guerra contro la speculazione non si vince se l’Europa non trova il coraggio di puntare anche all’unione politica. Solidarietà e sovra-nazionalità dovranno diventare il collante di tutti gli stati. Solo così si potrà, per uscire dalla crisi, far ricorso efficacemente anche alla leva monetaria. Oggi ci troviamo ancora sull’orlo di un baratro da cui dobbiamo salvarci. Ma è urgente che vi siano quegli Stati Uniti d'Europa che furono già il sogno di Altiero Spinelli. Parafrasando Garibaldi : “Qui si fa l’Europa o si muore”.

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