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Il tailleur della Merkel, il maglione di Steimbruck

2 Novembre 2012 alle 18:00

Pur convinto come sono, affrancandomi finalmente da un proverbio errato, che l'abito fa il monaco, nondimeno sono spesso tentato di ridurre la Merkel ad un tailleur monotono nel suo giacca e pantalone, o il suo sfidante socialdemocratico Steimbruck ad un maglione più o meno appariscente. Sotto sotto c'è ben altro. Ce lo dice il genio di Dostoevskij nel Diario di uno scrittore: "Il compito della Germania è uno solo e tale è stato prima e sempre. E' il suo "protestantesimo", non soltanto la formula di questo protestantesimo quale si determinò sotto Lutero, ma il suo protestantesimo di sempre, la sua "protesta" di sempre: contro il mondo romano, a cominciare da Arminio, contro tutto ciò che dall'antica Roma passò alla nuova Roma e a tutti quei popoli i quali presero da Roma la sua idea, la sua formula e il suo elemento, agli eredi di Roma e a tutto ciò che forma la sua eredità... Il tratto più caratteristico, più essenziale di questo grande popolo così speciale e superbo dal primo momento della sua comparsa nel mondo storico, consistette nel fatto che esso non volle mai unirsi, nella sua missione e nei suoi principi, con l'eterno mondo occidentale, cioè con tutti gli eredi della missione dell'antica Roma". Tale giudizio, confermato dall'esperienza europea attuale, è totalmente credibile perché proviene da un punto di osservazione esterno, seppure non neutrale, nè tantomeno distaccato, quale è la cultura slavofila mirabilmente incarnata da Dostoevskij..

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