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Manuale del buon governo

1 Novembre 2012 alle 09:30

Non è poi così difficile governare. Prendi un testo di legge sulle tasse e chiamalo “legge di stabilità”, oppure del benessere sociale, oppure del controllo degli eccessi, poi preannuncia una maggiorazione delle aliquote IVA anche di 8 punti percentuali e poi accogli gli emendamenti di chi ti sostiene che ne chiede il dimezzamento, passi quindi a strombazzare che hai ridotto le tasse previste addirittura della metà; comunichi ancora che quel vantaggio è riservato, comprensibilmente in un momento di crisi, solo alla compravendita di radio a galena, macinacaffè non elettrici, carbone da riscaldamento e tariffe sui veicoli ippotrainati, e che proprio per bilanciare la mancata feroce tassazione che avrebbe colpito soprattutto le fasce deboli, sei costretto a rinunciare ad un ampio taglio dell’IRPEF, che pure volevi fare, ma che non farai, tanto che l’IRPEF si continuerà a pagare nella stessa misura senza alcun aumento, ma stabilendo tuttavia un tetto massimo alle deduzioni, evitando così, a tutti quelli che hanno un mutuo, di raccogliere scontrini della farmacia per una anno intero, via pure, per assorbimento nel tetto delle deduzioni, la ricerca del contributo SSN della polizza auto dell’anno precedente che non serve più essendo assorbito dal tetto e vista la possibile nostalgia del bonus- malus (che è sempre malus, anche se non hai incidenti perché tanto c’è l’aumento delle tariffe più ampio del bonus) introduzione di una franchigia entro la quale non hai la noia di chiedere deduzioni. Chiudi affermando che i cittadini non possono aspettarsi che tutti questi vantaggi si ripeteranno l’anno prossimo, anche se il governo impiegherà tutte le sue forse per cercare di rinnovare questi sforzi nell’interesse di tutti.

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