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La sfiga

1 Novembre 2012 alle 18:30

Ormai ho capito tutto, io porto sfiga. Ho votato e militato nel PCI per quasi 20 anni e l'ho abbandonato quando ne ho scoperto, sulla mia pelle, la sua vera natura. Ma prima avevo fortemente sperato che il PCI prendesse (allora) il governo del Paese (è ora... è ora... potere a chi lavora!) anche perché nel piccolo del territorio romano dove militavo, i miei "compagni" di avventura erano davvero persone per bene, amici sinceri, uomini e donne brave e intelligenti, attente ai bisogni dei cittadini e della classe meno avvantaggiata ed estranee alle lotte che anche a quei tempi, appena si saliva di grado, si percepiva quanto fossero barbare e al tempo stesso nebbiose e intestine. Lasciai il PCI quando, ma fu un caso, le sconfitte iniziarono a fioccare (poco prima della macchina da guerra) e ho creduto nei moderati, nel sogno imprenditoriale, dato che nel mio cuore sono un liberale consolidato. Venti anni ancora di speranze e idee creative, tutte frantumate, nessuna esaudita, con gli ultimi pezzi dei rottami (da Fiorito e compagnia) appiccicati a questa sderenata classe dirigente del PDL che - nei confronti di quella dei tempi di Berlinguer, Petroselli, Argan - fa la figura di un clown. Ora sto decidendo di votare Grillo. Ma forse non lo voterò. Mica perché non credo che lui possa governare. Certo che non potrà governare... ma credo che sia l'unica "leva per levare" questi brontosauri della mia generazione (come si dice ora, di destra, di centro e di sinistra) dallo scenario politico. Ma ho paura che, dimostrato che porto sfiga, io bruci le ali pure a questo insetto, nel senso puro del lemma, che rimane la mia/nostra ultima speranza. A meno che Giannino, baciato dal Signore, non spicchi il volo e apra le ali. E giuro, per tutto quello che ho detto, che non lo voterei assolutamente. Ma solo per non rovinargli la vittoria.

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