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Sallusti. non solo reo seraiale ma anche masochista

26 Ottobre 2012 alle 19:45

Sull'infinito caso Sallusti non mancano continui sviluppi e continue soprese. Alle volte mi stupisco di come in Italia si faccia diventare un caso umano un dato di fatto, un fatto scontato. Premesso che la sua condanna mi ha particolarmente colpita e ferita nell'animo perché significa soltanto voler togliere la libertà di parola a chiunque, e premesso che ogni idea deve essere rispettata, mi rammaricano due opinioni. Una della Finocchiaro che dice: "Dobbiamo prescindere dal caso Sallusti, credo che lui in carcere voglia andare, altrimenti si sarebbe comportato in altra maniera". Parole dure. Come si fa a sostenere senza sapere che una persona desideri farsi incarcerare. Sallusti sarà immolato per una giusta causa, questa è la realtà. E' ovvio che ne farebbe volentieri a meno ma apprezzo della sua decisione di non voler scendere a compromessi con la giustizia il fatto di non voler prestare il fianco a dei boia verso tutto il Paese. Se dell'opinione della Finocchiaro sono rattristata, mi sento perplessa di fronte al pensiero da interpretare in simile chiave di Calderoli: "Se Sallusti vuole andare in carcere, bisogna accontentarlo". Ma come si può condannare a prescindere un innocente, un Direttore di quotidiano che viene condannato per aver commesso un reato di opinione attraverso un articolo peraltro non scritto dallo stesso. Non riesco a capire.

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