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La sentenza è logica ma folle

24 Ottobre 2012 alle 09:45

La condanna della commissione grandi rischi ha una logica. Se ci assuefacciamo all'idea che la natura dipenda dall'azione dell'uomo (la tesi del riscaldamento globale a causa antropica insegna), è fatale che si arrivi, presto o tardi, magari inconsapevolmente, alla pretesa che si prevedamo terremoti. Pretesa che in Italia, paese ideologico e governato dalla magistratura, appare prima che altrove. Siccome da noi, proprio per i motivi di cui sopra, vige la massima "Fiat justitia, pereat mundus", la pretesa della previsione giungerà all'assurdo. Poiché i terremoti, nonostante tutti gli studi possibili, non accadranno all'ora stabilita da un comitato di saggi, che cosa si dovrà ordinare: l'abbandono delle case per un tempo indeterminato? Oppure quanto determinato? E se c'è la neve o la stagione delle pioggie evacuiamo comunque e all'improvviso un tot di città? Dove? Come? E se poi non succede niente, quanti obbediranno all'ordine successivo? E chi si arrischierà a decretare la fine dell'urgenza? Bisognerà inserire nella Costituzione la frase di La Malfa secondo la quale "L'Italia è quel paese dove gli italiani vivono accampati"?

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