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Doppio turno: pretendiamolo

23 Ottobre 2012 alle 09:00

Il professor Sartori, sul Corriere di Sabato, ricorda come con un sistema elettorale a doppio turno l’elettore potrebbe esprimere in maniera assolutamente democratica le proprie preferenze. Quindi, sconsolato, conclude che da noi non si attuerà mai perché escluderebbe dal Parlamento troppe persone. Io penso che un punto determinante per spiegare la repulsione che i nostri politici hanno nei confronti di questo sistema sia la responsabilità che ne deriverebbe loro. Un leader che ottiene il potere col 50% più uno dei voti può governare senza bisogno di alleanze, è in grado di attuare il suo programma perché non deve chiedere l’appoggio di nessuno, è perciò responsabile in prima persona se non vara le riforme che si è impegnato a realizzare. Questa è una realtà che i nostri politici, in oltre sessant’anni di governo, non hanno mai dovuto affrontare: tutto ciò che non hanno potuto realizzare durante il loro mandato è stato sempre per colpa di chi non li ha appoggiati come stabilito in base al programma elettorale. Il sistema a doppio turno non permetterebbe loro di dare la responsabilità dei propri fallimenti agli alleati infedeli, renderebbe concreta l’ipotesi che gli elettori, riconoscendoli responsabili del fallimento dell’azione governativa, possano non votarli la volta successiva e questo li paralizza. Penso veramente che noi cittadini dovremmo muoverci per ottenere un sistema elettorale a doppio turno.

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