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Chi non rispetta le istituzioni?

22 Ottobre 2012 alle 14:00

Il “Corriere” ha dedicato molto spazio (dalla redazione online del 19 al cartaceo del 21) all'attacco del prefetto di Napoli a don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano: mi sarei aspettato provenisse di più da “Avvenire”, ma ho pensato che ha fatto bene a mantenersi basso, visto tutto l'appoggio che ha dato a don Maurizio da tanto tempo. Chiaramente l'episodio sarebbe stato enfatizzato da tutti: la maggior parte riprovando il burocrate, qualcuno cogliendo lo spunto per un ennesimo gratuito attacco alla Chiesa retrograda e malvagia. Riporto uno spunto di Paolo Di Stefano sul cartaceo: “... l'altro vizio tipicamente italiano: l'arroganza del più forte e l'umiliazione del più debole”. In quella terra, effettivamente, dev'essere pesante la posizione di un prefetto, ma di più quella di un buon prete di strada, combattente. E, forse, sarebbe il caso che il ministero degli Interni prenda qualche provvedimento veloce, perché in quella terra non ci si può perdere dietro vuote formalità, ormai storico relitto di tempi migliori, col farsi scudo di un rispetto istituzionale sotterrato. Quanto a Saviano, al quale ho revocato la mia stima (prima grande) da quando ho realizzato che ormai mirava solo alla visibilità col cavalcare luoghi comuni (Sud sfruttato, ecc.), dico comunque bravo, per incoraggiarlo a riprendere le sue battaglie (giuste contro la malavita e il sistema di vita meridionale), e smetterla di frequentare studi televisivi che si fondano sul solletico della pancia della gente.

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