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Cercasi un buon cappotto per l'inverno

22 Ottobre 2012 alle 16:00

Sfogliavo libri d’arte e mi sono reso conto che c’è un nesso fra l’arte e politica. Il Pdl ad esempio assomiglia molto alla malinconia di Hayez. Lo sguardo della donna che ha visto ben altri fasti e ora langue in attesa d’un nuovo ciclo vitale. A lato, il mazzo di fiori, un tempo fiorito, colto immediatamente prima del suo appassire. Ma la politica in generale non se la passa bene. Rembrandt ci viene in aiuto. La lezione di anatomia, dove al capezzale della politica i medici cercano di comprendere com’è stato possibile ridursi a così poca cosa. Perfino nei dettagli l’arte ci aiuta a comprendere singole formazioni, come i vedutisti di Fli, simili ad un quadro di Bellotto. Veduta di Gazzada? No, di Rue Charlotte. E così si potrebbe continuare per tanti altri. Ma forse più che Rembrandt, la politica appare come la Guernica di Picasso dove la scomposizione di corpi grossolani, di rara ineleganza, testimonia il tramonto senza stile di una generazione politica. Se non fosse chiaro citerò un detto delle mie parti, che è calzante rispetto alla situazione. La politica (in particolare il Pdl) sembra come quei disagiati che scrutando l’autunno inoltrato sperano in un inverno mite. “La speransa di mal vestì cà fàga un bon inverno” (la speranza dei malvestiti che faccia un buon inverno).

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