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Giro girotondo

19 Ottobre 2012 alle 17:00

Le distinzioni semantiche, interpretative, strumentali delle parole sono pane quotidiano della politica. Niente di nuovo. Ora al culmine della popolarità c’è la “rottamazione,”, termine un po’ canagliesco ma in perfetta sintonia col sentire degli elettori. Se lo dice Renzi è un’indecenza oscena e D'Alema insorge: ”Non mi rottama nessuno, se vince Renzi sarà uno scontro”, mica male come messaggio democratico. Se Vendola dice: “L’agenda Monti va rottamata”, tutti zitti. Va beh! Il buffo per non dire il comico, è che Bersani, per togliere argomenti a Renzi deva farsi rottamatore o imporre l’auto rottamazione. Poi, a contentare tutti con incarichi di prestigio extra parlamentari, sarà un bel problema. Di Colle ce n’è uno. Veltroni ha già prenotato il suo. Ma cosa dite? Lui non rottama. Lui rinnova.

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