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D'Alema

19 Ottobre 2012 alle 09:00

L'altra sera ascolto l'intervista della Gruber a D'Alema, poi assisto al film "Il cigno nero", lo trovo un po' inquietante, vado a letto e dopo le mie letture serali mi addormento, alle cinque del mattino mi sveglio di botto. Mi accompagna una profonda sensazione di disagio, il film mi ha turbata? No, non sono certo una ragazzina, mi tornano alla mente le parole arroganti di D'Alema. Lui non è un dipendente statale da collocare a riposo! Lui è stato scelto democraticamente dai cittadini! Tutto per merito della mancata laurea in filosofia, non del padre deputato del PCI, né della sua presenza costante nei ranghi della FGCI e poi nella nomenclatura del partito comunista in tutte le sue evoluzioni sino a diventare PD. Ora con l'aria di pontefice massimo che ha raccolto voti lì dove ha seminato clientele, dice di voler lasciare per importanti incarichi internazionali ma, solo, se le primarie le vince Bersani, perché se dovesse vincere Renzi continuerebbe a combattere per amore della politica. Sì,quella del "ci dividiamo tutto noi". Anche la senatrice Finocchiaro e l'onorevole Bindi siedono al Parlamento da decenni e non vogliono lasciare, pure le due signore hanno i voti assicurati, anni e anni di potere creano una rete d'interessi per cui si può essere rieletti "finchè morte non li separi" (dalle poltrone). Renzi non ha l'esperienza necessaria per governare il paese e Grillo è un comunicatore furbo che sta cavalcando l'onda dell'antipolitica, ma entrambi stanno dando una spallata ad un sistema anomalo dove potere crea potere e i soldi pubblici sono in conti personali di vergognosi personaggi da fumetto. Ci servono veri leader con idee, capacità di rinnovamento, senso dello stato e rispetto per i cittadini, non duellanti che combattono per ripicche personali: non sono i troppi o i pochi anni anagrafici il valore aggiunto ma le competenze, l'onestà e il senso di giustizia. Quella patrimoniale sui redditi milionari mai presa in considerazione né dalla destra, né dalla sinistra, si fa sentire.

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