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Tangentopoli 2 e le paure di un fogliante

11 Ottobre 2012 alle 16:45

E non avvenne quello che sempre Colajanni, tra gli altri, auspicava, nel tentativo di suggerire una soluzione a quella crisi drammatica: “La ripresa della politica può avvenire solo in un quadro di rapporti tra le forze in campo che non si traduca sistematicamente in una scelta tra giustizia e ingiustizia, tra moralità e immoralità, con conseguente sterminio dell’avversario”. Convinto come sono della giustezza di queste analisi, sento un brivido crescente di paura, ora che sembra proprio che ci si debba rassegnare a vivere una “ Tangentopli 2”, vedendo la tendenze sempre più forte da parte di una certa area politica e culturale a riproporre la stessa chiave di lettura della realtà usata in passato. Da Mani Pulite ad oggi la sequenza di scandali e indagini per corruzione e malcostume che hanno coinvolto la sinistra è molto lunga. Eppure basta leggere gli articoli di Repubblica per cogliere questa crescente voglia di riproporre lo schema manicheo di una sinistra, e dei suoi potenziali alleati, come parte sana e civile del paese contrapposta a quella corrotta e corruttrice. Ridicolo, come scriveva Colajanni, pensando alle conclusioni a cui dovrebbe portare l’osservazione razionale, e non ideologica ed opportunistica della realtà. Come penso tutti gli italiani pensanti, mi preoccupo se immagino cosa potrebbe riservaci l’imminente campagna elettorale. Ma se quella parte della sinistra e del centro-sinistra, che si proclama moderata e moderna, sia essa guidata da Bersani o da Renzi, la condurrà senza farsi incantare e condizionare, questa volta, dalle sirene dei grandi maestri di morale e di civiltà di Repubblica, penso che qualcosa di buono potrà nascerne. Se no, ci aiuti il Cielo, perché non credo che il paese, in queste condizioni, sia in grado di reggere un'altra “guerra civile”.

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