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Primo: rianimare la signora Giustizia

3 Ottobre 2012 alle 13:00

Da tempo ho chiesto a Monti, con lettere che nessuno legge, di sacrificarsi, visto che ha avuto il coraggio di accettare un incarico pazzesco, che io (testuale) non avrei accettato neppure ubriaco. Continuo ad essere dello stesso avviso, però devo rilevare che, sì, lui ci può mettere tanto coraggio, ma il successore di Napolitano lo avrà anche lui? Anche avendo un compito meno impegnativo (molto meno impegnativo) con la strada già segnata e senza il doppio salto mortale di nominarlo senatore a vita, per potergli dare l'incarico di formare il nuovo governo. Dieci anni, solo dieci anni! Ci sono in circolazione due super Mario, ce ne fosse un terzo? Non vorrei che il mio Paese faccia la fine della Grecia, ma neppure quella della Spagna e che gli sforzi grandiosi fin qui fatti finiscano dispersi nel mare lurido della nostra politica. E la base per il salto periglioso verso la normalità (dalla quale da troppo tempo abbiamo continuato ad allontanarci) dev'essere la riforma prioritaria per eccellenza, quella della Giustizia: nulla può andare bene in uno Stato senza giustizia, con una casta dai super poteri intoccabile e in cui vi sono personaggi che deontologicamente dovrebbero fare il loro dovere (e nient'altro!) in silenzio e con spirito di servizio totale e, invece, pretendono raggiungere il massimo di visibilità con qualunque mezzo, magari per fare un salto nel lurido mare nostro di questa politica.

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