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Il "secolo breve"

2 Ottobre 2012 alle 21:00

Ci sono volute due guerre mondiali e l’implosione del maggior sistema schiavistico moderno per fare del ‘900 il “secolo breve” che ha cambiato il mondo, secondo la nota definizione di Eric J. Hobsbawn (cui, invero, il sistema oltrecortina non dispiaceva affatto). Fosse vissuto qualche anno ancora, sarebbe stato interessante chiedere al vecchio Hobsbawn, il “cheerleader di Stalin”, se l’attuale revival delle utopie stataliste di pianificazione sociale, con L’Agenzia delle Entrate al posto del KGB, gli “evasori” al posto dei Kulaki e dei “borghesi” e la mitologia del Welfare al posto del meno tecnico “paradiso in terra”, debba considerarsi rottura, o non piuttosto, continuazione e apoteosi di quel… “secolo breve”.

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