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A difesa dell'intelligenza degli italiani

1 Ottobre 2012 alle 14:45

Alcune osservazioni sulle parole di Fini intervistato da Lilli Gruber. Ha sostenuto di non aver parlato in famiglia del contenuto della lettera di Lavitola perché ne era stato messo al corrente mentre si recava in studio. E intanto leggeva alcuni “pizzini” precedentemente preparati e che gli servivano per essere più preciso nel citare fatti di qualche anno fa. Stupida bugia. Ha sostenuto di aver commesso un errore nel confluire nel Pdl. Stupì molto ai tempi questa decisione, perché già aveva rotto con i suoi “colonnelli”, rei di tradimento per avere essi pubblicamente ironizzato sulla sua vita… sentimentale, ed aveva attaccato fortemente Berlusconi e la sua “rivoluzione del predellino”. Non fu un errore. Col senno di poi siamo certi che fu una strategia. Ha sostenuto di avere amici all’interno dei “servizi”. Chi ci assicura che questo pamphlet non sia opera di qualche suo devoto amico? -Si è guardato bene dal dire di chi è la casa di Montecarlo. Se il proprietario non è il cosiddetto cognato, allora chi è? Ma questa è solo una curiosità degna di una rivista che si occupa più di scandali rosa che di questioni meramente politiche. Mi sembra molto grave il comportamento della Procura di Napoli. Che interesse ha a fare circolare polpette avvelenate?

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