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Profumo

26 Settembre 2012 alle 21:00

Capita forse un po' a tutti di alzarsi di buon mattino con qualche ideuzza che si ritiene buona, magari anche originale che si vorrebbe realizzare. Ma quando questo rimane confinato nell'ambito, diciamo così, del "privato", va tutto bene. Non e così se capita a un ministro che ha delle responsabilità pubbliche,istituzionali. E' il caso del responsabile dell'istruzione, con la proposta, che di per sè non è tanto una novità, di un'ora di religione diversa, aperta allo studio di altre confessioni, culture e così via. Che noia! Sempre gli stessi discorsi, ma Profumo è al corrente di ciò che avviene da anni nelle scuole italiane? Se non lo è, s'informi meglio, è suo dovere, ne ha di collaboratori e funzionari a cui chiedere. La scuola di oggi è piena di progetti, di attività collegate al multiculturalismo, di discorsi retorici, fumosi e si vuole ancora mettere in discussione l'ora di religione per i cattolici? Ma non lo sa che la stessa non è più quella di una volta, dove si apprendevano veramente i contenuti del cristianesimo cattolico, dove si faceva catechismo sul serio? Da anni non è più così, è un ibrido in cui si tratta di tutto e di più, anche argomenti utili, interessanti, certo. Ferrara vorrebbe più ore, rimpiange che a suo tempo non vi partecipava. Ha ragione, ma credo che egli intenda quella tradizionale, sono suo coetaneo. Quello che ci vuole è maggiore conoscenza delle nostre radici tra cui, banale dirlo, il cristianesimo è l'elemento fondante. Oramai a scuola si è quasi capovolto questo pricipio, come se non si sapesse che se si conoscono bene la propria cultura, le proprie radici (il che non vuol dire chiudersi) ci si può confrontare con le altre, nel rispetto reciproco.

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