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Primavere arabe e tesi a caso

14 Settembre 2012 alle 13:45

Sono uno studente universitario, ora a Verona e prima a Bologna. A Bologna, una volta la Dotta, alle prime avvisaglie di rivolta nel mondo arabo si inneggiava a cacciare i leader in carica in quanto dittatori sanguinari; si sarebbero instaurati regimi laici, con rivoluzioni che richiamavano a linguaggi da Internazionale del web. Anche professoroni inseguivano queste tesi. Purtroppo per tutti loro mi sono laureato poi in Islamistica e mi accorgevo che questi scenari erano al limite del ridicolo. Ho sempre creduto, volendo diventare giornalista, che prima di parlare uno debba essere informato, basterebbe leggersi parti del Corano o qualche libro di Bernard Lewis. Se non mi stupiva la non conoscenza dei ragazzi presenti nei vari centri sociali mi sentivo profondamente a disagio per i professori che supportavano queste esternazioni. Il discorso è parecchio vivo, mi pare, per due motivi: uno di politica interna e uno internazionale. 1) Renzi parla della generazione del 68', si è rimasti fondamentalmente lì da quella parte. Dimenticando cosa conviene dimenticare naturalmente. 2) Vorrei tanto andare a chiedere dove si è mostrato il carattere laico di queste rivoluzioni. Capisco che la parola "rivoluzione" sia così eccitante ma un minimo di legame con la storia e i fatti accaduti andrebbe tenuto.

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