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Considerazioni sulla politica estera Clinton-Obama

14 Settembre 2012 alle 18:00

Mi pare abbastanza chiaro che, purtroppo, non basta parlare le lingue per essere un buon diplomatico e neanche aver fatto parte dei corpi della pace, anzi. Se si comincia a credere alle molte sciocchezze che per vari motivi spesso puramente ideologici, si fanno scrivere sui giornali amici, è la fine, non solo si mette a rischio la propria vita, ma anche quella di innocenti a loro insaputa. Qualcuno mi dovrebbe spiegare, infatti, su quali analisi storiche, sociali, politiche ed economiche si è deciso, da parte dell'amministrazione americana, di portare avanti una politica di cambiamento di regimi del tipo di quella attuata fino ad oggi. Dove ed in chi erano riposte le speranze democratiche dell'amministrazione Obama? Sulle email di qualche sito di Alessandria d'Egitto? Scoprire adesso che il 70% egli egiziani sono favorevoli ai fondamentalisti islamici e quindi a tutto ciò che ne consegue, significa aver aperto la strada a scenari da incubo, di guerre latenti per decenni (forse, magari già domani) fino a quella che sarà intesa come la soluzione finale del nord africa e del medioriente. Significa aver esposto 8 milioni di copti egiziani, 6 milioni di ebrei israeliani, le residue comunità cristiane, ad una vita di dolore, inutile fare giri d parole. Ma si sa la storia non insegna mai nulla, in certi ambienti sembra che basti parlare le lingue ed aver fatto parte dei Corpi della Pace, per poter affrontare questioni di vita o di morte, già abbiamo messo la vita di intere popolazioni nelle mani di Boys Scout. Basta sentire un segretario di stato che per coprire il fallimento dela sua politica estera si aggrappa ad un filmetto di serie c, come un Boy Scout che si è perso nel bosco e da la colpa al maltempo, beh prepariamoci al peggio.

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