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La morte elegante e i nuovi eroi del ventunesimo secolo

13 Settembre 2012 alle 14:00

Ho un figlio appena nato, e sarà per questo che nelle settimane trascorse mi hanno fatto molto riflettere le conclusioni e le reazioni alla morte del cardinal Martini e al film di Bellocchio, in effetti ho tra le mani lo splendido e scoppiettante inizio di una vita, ma non posso fare a meno di pensare in che mondo è capitato il mio piccolino. Pensateci bene, qui si prende la morte di un cardinale e se ne fa una questione di eleganza (sorvolerei sul concetto di dignità, che per le anime belle sembra implicare semplicemente il non portare pannolini in età avanzata o farsi imboccare da qualcuno, figuriamoci quanto può essere a maggior ragione elegante evitare tutto questo), mentre Bellocchio inneggia all'eroismo di Beppino Englaro, cioè di una persona che ha lottato per la morte della figlia. Ecco un eroe del ventunesimo secolo, fate come me, fermatevi un attimo a pensare e vi sembrerà assurdo prima ancora che triste. Va a rovescio questo mondo, allora, e se questi sono gli insegnamenti che quell'esserino in culla dovrà ascoltare dovrò diventare anticonformista mio malgrado, perchè non son questi gli eroi che vorrei che emulasse, non è l'eleganza che dovrà guidare le sue scelte, ma la forza, l'onestà essì, l'attaccamento alla vita, come quello di Giovanni Paolo II, che si affacciava dal balcone senza riuscire a parlare, menomato dalla malattia, senza vergogna (e senza tema di sembrare "inelegante"), proprio lui, che era stato così bello e forte.

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