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"Perché siamo deficienti" (senza punto interrogativo).

12 Settembre 2012 alle 09:00

Essendo d’indole pacifica e dannatamente perdonista, ai giudici che hanno inflitto 15 giorni di reclusione all'insegnante che ha fatto scrivere per cento volte sulla lavagna “sono un deficiente” al bullo della classe, io mi limiterei ad imporre di completare le motivazioni della condanna con la chiusa: “perché siamo deficienti”. Una sola volta, neppure 100, né 15. La reclusione no. Non ancora.

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