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Il mondo arabo e la campagna presidenziale Usa

12 Settembre 2012 alle 15:45

Quanto influente sia l'andamento delle cose nel mondo arabo per le campagne presidenziali americane è cosa ben nota, inutile sottolinearlo. L'uccisione di Stevens entra in maniera determinante nel dibattito elettorale e sicuramente non sarà favorevole ad Obama. Il problema che si porrà all'attenzione dell'elettore sarà sempre quello di quanto gli americani siano in grado di difendere se stessi ed i propri interessi dagli attacchi forsennati che l'odio degli estremisti islamici pone in essere. Ma su questo fronte non è che i repubblicani abbiano fatto di meglio e di più, se non imbarbarire ulteriormente lo scontro con ben due guerre, di cui una - quella in Afganistan - che non ha prodotto alcun risultato reale contro l'estremismo talebano. La vera differenza nel dibattito, a mio avviso, sarà tutta nel porre la questione non tanto in termini di forza e rispetto, quanto nella capacità di saper scegliere alleanze e leader che possano offrire alternative sociali e culturali alle popolazioni arabe. L'esperienza egiziana di Morsi, in questo senso, va seguita con attenzione ed intelligenza

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