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Le proteste dei 550 e gli ammonimenti della politica

11 Settembre 2012 alle 15:00

E’ confortante ascoltare le proteste di 550 operai che “non vogliono vivere di assistenzialismo ma lavorare”. E’ istruttivo, nel contempo, ascoltare i politici che ammoniscono come i posti di lavoro debbano essere “economicamente sostenibili”. E’ interessante, infine, apprendere che i “550” prendano le distanze da tutti i politici: “Si dimentichino il nostro voto”. Sembra tutto logico e conseguente, per tutti. Ma allora che cosa è che non va? Semplicemente, che tutta questa sapienza civica, logica e conseguente non si sia manifestata, per tutti, “prima”. “Prima” che gli operai si accorgessero di vivere di assistenzialismo. “Prima” che i politici di turno spacciassero per lavoro una attività antieconomica. “Prima” che gli uni con gli altri si scambiassero, per questo, un solo voto.

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