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Monti-bis? Una necessità, non una scelta

10 Settembre 2012 alle 15:30

Il governo e la Presidenza della Repubblica hanno scadenze pressoché contemporanee e perciò la loro successione va valutata in modo congiunto. In quest’ultimo anno, a parte la crisi o forse, proprio grazie ad essa, nel governo del paese sono cambiate molte cose, profondamente e in modo irreversibile. Napolitano non ha svolto passivamente il suo ruolo istituzionale ed ha determinato in modo sensibile i rapporti con l’esecutivo, cercando di reggere il timone di una barca in piena tempesta. Monti, d’altro canto, ha stabilito un rapporto nuovo con l’Europa, sapendo che non si può governare il paese senza armonizzarsi con la politica e le scelte degli altri paesi. Da queste due trasformazioni non si torna indietro. Questo significa che la politica italiana non potrà più essere solo il frutto di accordi stiracchiati all’interno delle coalizioni ma che dovrà avere un respiro di carattere europeo. Piaccia o non piaccia.

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