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Forte il Ferrara!

6 Settembre 2012 alle 11:00

Il cardinal Martini fu un uomo dell’ambiguità. Ambiguità che permette all’orecchio sinistro di capire ciò che vuole e a quello destro pure. Fu un uomo di potere e non di servizio in quanto l’ambiguità crea dipendenza (potere) e non libertà (servizio). Fu un uomo del cattoantifascismo che è contraltare del cattofascismo, ovverosia quando la chiesa giustifica (fa giusto) lo stato preferendo alla giustizia la legalità. Fu uomo della secolarizzazione che salva la chiesa come istituto ma la distrugge come istituzione. Fu uomo dell’atteggiamento ma non del comportamento, fu uomo della religiosità sentimentalistica e non della religione che unisce e libera. Fu uomo del compromesso e non del dialogo, fu uomo del male minore e non del Bene Assoluto il che collide con il Bene Assoluto portato da Cristo. Poi siamo tutti fratelli e vogliamoci bene in fin dei conti, come si dice in toscana, "da vivo fu un gran budello ma da morto è un santo"… Ma non "Santo subito", nè Beato dopo.

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