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Intercettazioni e riforma Ordinamento giudiziario.

5 Settembre 2012 alle 16:15

Ottima ricostruzione di Giovanni Bianconi sul “Corriere” del 3 sulle “polemiche incrociate contro Quirinale e pm”. Ma veniamo alle intercettazioni, che hanno permesso le “polemiche incrociate”. Questo mezzo probatorio deve esistere ed in Italia il suo uso non è neppure eccessivo, come ha dimostrato, in passato, Luigi Ferrarella. E' il suo uso successivo che va regolamentato. E forse lo è già abbastanza, ma non si fa rispettare l'abuso sistematicamente, ignorato da chi di competenza e dal Csm. Non solo il loro contenuto non dev'essere reso pubblico, ma neppure se ne deve fare illazioni nelle comparsate sui media di tanti (se tali si continua a considerare gli inquirenti) o pochi magistrati (se si considerano solo quelli veri, i giudici). Il loro contenuto deve diventare pubblico solo per quanto inserito “necessariamente” nei provvedimenti e chiunque ne lasci trasparire tutto o parte, deve essere subito inquisito e condannato. Chiunque deve essere punito: magistrati, parti pubbliche (pm) e private (avvocati e rispettive parti) che ne devono avere conoscenza nell'economia del processo. Piccola parte di una riforma totale dell'ordinamento giudiziario, da tempo improcrastinabile.

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