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Lo stato e le trattative a intermittenza

4 Settembre 2012 alle 13:15

Poco fa ho avuto un vivace scambio di opinioni con un amico ex sindaco comunista della mia cittadina. Non era d'accordo con me nel ritenere che Mancino e Conso dovevano avere più coraggio e ammettere che l'attenuazione del carcere duro era una scelta politica ben precisa, anche perché in quegli anni un vasto movimento politico di ispirazione radicale e socialista e comunque di sinistra ne denunciava la barbarie, in sfregio anche della Costituzione. Che, appunto, non ammette la barbarie e prevede il ricupero dei condannati. Lo stato, sosteneva questo mio amico, non deve mai trattare con nessuno. Mai e poi mai trattative con nessuno. Per prendersela subito dopo anche con violenza di linguaggio con i democristiani ritenuti responsabili dell'uccisione di Aldo Moro, abbandonato alla Brigate Rosse. Nel senso che avevano chiuso ogni spiraglio alle trattative per salvare Moro. Come dire, trattative ad intermittenza.

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