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Una nuova categoria di esodati

31 Agosto 2012 alle 09:45

Ai già numerosi esodati, che per la riforma delle pensioni rischiano di restare senza lavoro e pensione, se ne potrebbero aggiungere ancora altri per la recente riforma del mercato del lavoro. La normativa che prevede contratti a termine non prorogabili di una durata massima di un anno, avrebbe lo scopo di ridurre il lavoro precario inducendo il datore di lavoro a trasformare il contratto a termine in contratto a tempo indeterminato. Ma già si vedono gli effetti negativi derivanti dalla difficoltà di rinnovare i contratti a termine . Infatti è molto difficile che , in piena depressione e in carenza assoluta di lavoro, il contratto a termine sia trasformato in contratto a tempo indeterminato. E’ molto verosimile che molti lavoratori perderanno il lavoro . Così a fronte di una diminuzione del lavoro a termine aumenteranno i “disoccupati”. E’ drammatico sottolineare che questa nuova categoria di “esodati” , resterebbero senza lavoro e senza prospettiva futura . E fatto ancor più grave è che potrebbero essere indotti “per fame” a continuare a lavorare però in nero. Insomma, a mio avviso, detta normativa poteva avere una sua validità solo in una economia in crescita e con una forte domanda di lavoro.

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