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Non giova a nessuno "salvare "Carbosulcis

31 Agosto 2012 alle 11:15

Riccardo Gallo ha scritto su "Il Foglio" del 30 agosto:"In presenza di carbone ad alto tenore di zolfo e a basso poter colorifico " la sopravvivenza della miniera Carbosulcis è segnata perché non conviene né ai minatori (che lavorano una materia prima pericolosa per la loro salute) né al mercato (tanto che neanche la centrale ENEL di Civitavecchia acquista il loro carbone in quanto contro legge , avendo un tenore di zolfo vicino al 6%...e non all'!% come prescrive il Decreto Marzano del 2004).Inoltre: la Unione europea non sovvenzionerà più con fondi comunitari la Carbosulcis in quanto ogni aiuto sarebbe da considerare aiuto di Stato,vietato dalle leggi. Mutatis mutandis ci troviamo in una situazione analoga a quella dell'Ilva di Taranto.Come è un assurdo economico e un vulnus ambientale e antropico mantenere aperta la Ilva (in presenza di una insostenibile ,cronica ,situazione lesiva della salute umana e degli equilibri ambientali), così è una follia mantenere aperta una miniera che produce carbone inutilizzabile per la sua composizione chimica contraria alle leggi di mercato e di tutela ambientale . Il buonismo non paga in ambito economico e , ancor meno , in ambito sanitario e ambientale. Non si può pretendere solidarietà sociale se ciò si tramuta in disastri ambientali e antropici. La classe politica (specialmente se illuminata da menti accademiche depositarie di conoscenze scientifiche d'avanguardia)deve trovare la soluzione "perfetta" senza far confliggere l'art 32 della Costituzione (tutela della salute) con l'art.4 (diritto al lavoro) e l'art.43 (sfruttamento di fonti energetiche).

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