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Arrigo Levi, il bosone e Dio

23 Agosto 2012 alle 17:45

Non è chiaro da che posizione Arrigo Levi svolge sul Corriere le sue riflessioni sul rapporto tra il bosone e Dio. Se da (moderato) laicista o da (cripto) credente, o da quella di un difficile equilibrista tra le due. A iniziare dal titolo e dal sottotitolo: “Il bosone di Higgs non c’entra con Dio. Un falso problema tra fede e scienza”. In che senso, appunto. Cito: “Il Signore Iddio come noi uomini l’abbiamo pensato e immaginato … con questa particella credo non abbia nulla a che fare”. Come può una scoperta scientifica così importante non entrarci nulla con Dio? Ma che idea ha Levi di Dio? Un Dio avulso dal mondo, o un filosofema, un concetto partorito dalla mente umana, fingendo di ignorare che il Dio della nostra fede è Creatore e rivelazione (avendo Lui parlato di sé all’uomo). Forse il bosone non c’entrerà nulla con Dio, nel senso che non pone la necessità di dover credere in Lui. Ma di sicuro Dio, Dio delle Scritture, c’entra eccome con il bosone, che non ne inficia affatto l’esistenza. Presuppone inoltre l’autore una dicotomia tra scienza e fede, tra Dio e natura, che va ricucita. E questa mi pare essere l’urgenza attuale a cui sono chiamate tutte le intelligenze dei credenti, chierici e laici, sdoganando Dio dall’ambito sociologico in cui è stato relegato, recuperando la riflessione teologica sulla Rivelazione (e sul suo rapporto con i grandi temi dell’intelletto umano –tra cui la scienza-) piuttosto che sulla “liberazione”.

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