cerca

Non si sono estinti i giovani, ma gli adulti

22 Agosto 2012 alle 17:45

Non me ne voglia Claudio Cerasa, ma il (bel) pezzo su “Giovani capi del Pd contro il patto tra i grandi del Pd” mi ha indotto in ben altra riflessione che non quella su “trame e i paradossi” che si vanno consumando in quel partito: se, e mi pare senza alcuna ironia, si arriva a scrivere frasi del tipo “Ai giovani (…) trenta o quarantenni che siano”, vuol dire che si è metabolizzato un dato inquietante: nel nostro Paese non si sono estinti i giovani, ma gli adulti. E non è questione demografica, ma culturale. Da quando alle tradizionali e naturali responsabilità familiari e sociali di ciascuno si sono sostituite le iper-protettive utopie del benessere familistico/statalista (leggi: mammismo + assistenzialismo), di fatto si è andati passando, direttamente, dalla generazione dei giovani a quella degli anziani. Gli adulti, quelli che dovrebbero prendersi cura degli uni e degli altri, semplicemente, non sono più contemplati. Per questo, “ai giovani (…) trenta o quarantenni che siano”, più che le trame e i paradossi del bel mondo dei partiti, sembra interessare non altro che la pensione prossima ventura. Alla faccia della spending rewiev.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi