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Vade retro

21 Agosto 2012 alle 15:45

Sarò prevenuto, ma ogni volta che si parla di euro, di Bce, poi dei nein di Berlino, poi di tutto il resto, rimango perplesso. Non ce la contano giusta. La crisi dell’euro è semplice: non esiste stato ma c’è moneta. Sembra di vivere in una brutta favola. La moneta stampata dalla nazione che non c’è, e così non si va da nessuna parte. La conseguenza è che i più ricchi non hanno motivo di accollarsi i debiti dei meno virtuosi. Se lo dovessero fare non sarà l’Europa, intesa come nazione vera a commissariare gli stati “ballerini”, bensì la nazione più forte. In tal caso la sovranità verrebbe svenduta allo straniero. Germania, Olanda o in astratto la Grecia poco importa. Che razza di Europa sarebbe? I negromanti che hanno trattato la materia hanno sbagliato. Niente moneta senza stato. Punto. Gli stessi individui dovrebbero, fra compiti a casa e balletti nazionalisti mitteleuropei, mantenere in vita artificialmente l’euro, che è fallito e che fallirà definitivamente in data ancora incerta. I mercati, al netto degli speculatori ivi compresa S&P, non sono scemi e in questo caso usano solo il buon senso. Parola vituperata e invisa ai guru che sanno tutto tranne che non è dato avere moneta senza stato. Un dettaglio s’intende. Forse esagero ma l’Europa ha bisogno di un esorcismo non di tecnicismi. Padre Amorth for president, altro che abc, Monti o Van Rompuy.

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