cerca

Lista Ilva e dintorni: riecco i moralizzatori senza morale

21 Agosto 2012 alle 09:45

Leggo sul CdS di oggi la lista Ilva degli “omaggi e regalie” 2010 – 2011 e non posso non cogliere la maliziosa allusività del commento giornalistico in ragione a “quanto estesa fosse la rete di contatti «sociali» dell'Ilva nel territorio”. Non vorrei in questo frangente trovarmi nei panni di Girolamo Archinà ( il responsabile delle relazioni pubbliche dell'azienda “accusato di fare pressioni sulle istituzioni per favorire in ogni modo l'acciaieria”). Segnalo solo, e sommessamente, che da quando l’etica personale (leggi: della persona) è divenuta ostaggio del relativismo negatore di un principio fondante universale del “bene” , non c’è Codice Etico o Responsabilità Sociale d’Impresa che possano illustrare il discrimine tra buono e cattivo, giusto o ingiusto, malizioso o puro. Né mi interessa che ci sia o meno un patto tra azienda e stakeholders finalizzato governarne al meglio gli equilibri, né che cosa, sul punto, insegnerebbe l’etica rawlsiana con il suo paradosso del “velo d’ignoranza”. Per questo servono giuristi e sociologi del lavoro. Finanche filosofi, ormai. Fatto sta che fare offerte alla parrocchia dei Santissimi Angeli Custodi, all'Unione italiana per il trasporto degli ammalati a Lourdes, alla Banda municipale del Comune di Crispiano, al Lions Club locale, alla Okinawa karate o alla associazione tarantina di pattinatori etc. etc., a me non pare una cosa brutta. E se lo è, che cosa non lo è? (E il punto, è proprio questo).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi