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Il "benessere" di natura: un welfare ancora più difficile da debellare

21 Agosto 2012 alle 18:50

La natura preesiste alla sua conoscibilità scientifica (alla faccia di Hegel). Certo, quelli che sanno tutto e tutto hanno “capito”, idealisti vero nomine (ma) a loro insaputa, La pensano e La vogliono (la natura) in altro modo: senza le bizzarrie del clima, senza le malattie, senza terremoti e alluvioni, senza sofferenza. Invece il clima è as usual bizzarro, le malattie as usual ci sono, i disastri as usual avvengono; as usual, si soffre. Ed ai metereologi noi comuni mortali chiediamo se domani pioverà o meno; ai medici di essere curati; agli ingegneri di avere più sicurezza; alla società tutta, “banalmente”, più assistenza e protezione. Poi ci sono “loro”, gli “idealisti” appunto (giudici, intellettuali organici o tecno- scienziati che siano): costoro rifuggono dalla banalità dell’ovvio e continueranno pertanto a pretendere, per tutti, l’esenzione dalle bizzarrie del clima, la cessazione dei disastri, l’elisir di lunga di vita o, in alternativa, l’immunità dal dolore: perché a loro sta a cuore il benessere dell’Umanità, mica la banalissima esistenza del singolo uomo.

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