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Lobby legittime e pensieri distorti

20 Agosto 2012 alle 14:45

Beh, volgendo lo sguardo al passato, si scorge che la “piemontesità”, così ben descritta dal Direttore, la si ritrova nella gestione dell’unità d’Italia, nella dinastia franco-piemontese che la promosse, nella sua Corte e nei governi che la condussero. Forse, tanto per fantasticare, se al posto dei Savoia ci fossero stari gli Asburgo-Lorena, le cose sarebbero andate diversamente. Cavour era sì piemontese, ma aveva vissuto a lungo a Parigi, che lo sgrezzò, con la levità libertina e liberatoria del gioco, dei debiti e delle donne, dalle arcignerie paludate, ipocrite, supponenti e moralistiche dei piemontesi dell’oggi. Visse, umanamente e politicamente, nella benefica zona grigia che lo portò, in punto di morte, a chiedere il prete e a gridare “Libera Chiesa in libero Stato”. Ma il “core” dell’animo di Zagrebelsky e compagnia consiste proprio nel rifiuto della zona grigia: la “vaghezza” dei confini tra bene e male. Loro sono il bene, senza sfumature. Anzi, rappresentano, sono, gli strumenti, necessari al suo manifestarsi e realizzarsi. Pietas!

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