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Il pubblico dipendente che non prende le ferie ad agosto

18 Agosto 2012 alle 12:00

Ho lasciato mia moglie in balia dei miei due piccoli per fare 70 km e raggiungere un Ufficio notifiche presso un Tribunale. L'ho fatto per richiedere un pignoramento in danno di una ditta che non ha onorato le cambiali rilasciate alla mia cliente. Devo fare in fretta prima che i beni del debitore "scompaiano". È la lotta di ogni grano contro termini, scadenze ed urgenti incombenti a difesa del proprio assistito. E non mi importa nulla che sia il 17 agosto; non è un giorno festivo, gli uffici pubblici saranno e devono essere aperti e funzionanti. Non mi pongo neppure il problema di un viaggio a vuoto.giungo a destinazione e... "nel periodo estivo l'ufficio è aperto per la ricezione degli atti dalle 9,00 alle 10,30": poco male, sono le 08,50 e aspetterò; aspetteranno anche mia moglie ed i miei figli. Alle 9,00 passate reperisco un addetto (che discuteva di amenità in altro ufficio) e chiedo di poter attivare la procedura. Mi spiace, io non posso, deve aspettare l'Ufficiale Giudiziario, ma non sono ingrado di riferirle quando e se verrà; la avverto però la dott.ssa dovesse tornare dopo le 10,30 potrebbe essere fuori orario di ricevimento atti. Ma io sono già qui da prima delle 9,00, rispondo esterrefatto. Che vuole che le dica, mi riferisce l'addetto tornando dopo qualche minuto a discorrere con altri colleghi degli assegni intestati al Papà e dell'esito infausto della partita della nazionale. Io intanto aspetto e mi chiedo se un pubblico servizio debba essere sempre e comunque garantito come ho imparato all'università; mi chiedo anche se il tempo dedicato da un pubblico dipendente alle chiacchiere con i colleghi il 17 agosto sia o meno retribuito. Intanto aspetto le 10,30 insieme ad una collega sfortunata quanto me.

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