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A proposito di enti vigilanti

17 Agosto 2012 alle 09:00

Ennesima sceneggiata all’italiana. Windjet vettore siculo, da sempre sull’orlo del collasso ed inadempiente da più di un anno sul fronte dei costi aeroportuali e del carburante, tenta di scaricare sulla Cai, novella Alitalia, il disastro finanziario ma l’azienda, non più in mano pubblica, giustamente si rifiuta di farsi rifilare il pacco avvelenato. L'ente vigilante Enac, che in quanto tale deve istituzionalmente essere al corrente della situazione, non muove un dito dichiarando di aver voluto evitare ripercussioni ai passeggeri avendo il vettore già venduto i biglietti fino ad agosto. Come se non fosse stato più ragionevole sospenderne l’attività da mesi consentendo un più razionale ravvio degli utenti su altre linee o procedere al rimborso dei biglietti. Alla fine della fiera, ed alla vigilia di ferragosto, si lasciano in braghe di tela migliaia di innocenti passeggeri sottoponendoli ad angherie economiche intollerabili e giungendo perfino ad invocare l’intervento pubblico (e perché?) a sostegno dell’incapacità gestionale di un privato. Guarda caso gli aeromobili della compagnia sono già all’estero, intoccabili!

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