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Incoscienti o spensierati?

16 Agosto 2012 alle 14:44

Uno legge il Direttore “Pm onnipotenti politica impotente, Ilva: liberare il lavoro da ideologie fanatiche, ma non a chiacchiere ” e poi Claudio Cerasa “Storia, segreti e trame del patto di sindacato tra i grandi del Pd”. E la volontà, la speranza di credere ancora che “Ce la possiamo fare da soli”, vacillano, intronati da due ganci consecutivi. Il titolo del Direttore è la legge, ineludibile, della proporzione inversa. Quello di Cerasa chiarisce abbondantemente perché la politica sia impotente. Scrive Marina Valensise:”Non sarà che l’integrismo giudiziario è un effetto dell’inesorabilità di principio, tipica della tradizione italiana fondata sull’obbligatorietà dell’azione penale?”. Ci mancava anche lei, a rigirare il coltello nella piaga. La sua domanda retorica è la dimostrazione solare che da noi la “ratio” ha fatto le valige ed è scappata via. Rendere obbligatoria l’azione penale, su semplice notizia di reato o di sospetto, o meglio, anzi peggio, lasciarla in balia di una assoluta, individuale, insindacabile, discrezionale valutazione, è roba da regime del Terrore. Tutte le tutele formalmente previste a garanzia dell’indagine e dell’indagato, hanno il difetto sostanziale di poter essere attivate solo DOPO. Quando gli scopi mediatici, opportunamente titillati, sono già stato raggiunti. Scopi che non riguardano un ladro di polli e, neppure di biciclette. Tutti i distinguo puntigliosi, spacciati con faccia di bronzo dalla Anm, come carne ed anima del diritto, ne sono la riprova. Davvero non ci meritiamo di meglio?

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