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Vita natural durante

10 Agosto 2012 alle 20:45

Un Ente di ricerca americano ha affidato ad un filosofo l’ incarico di studiare come poter arrivare all’ immortalità, stanziando l’ astronomica cifra di 5 milioni di dollari. A cifre a sei zeri ammonta anche il budget annuale per la ricerca di nuove tecnologie medico-sanitarie: nanorobot chirurghi, tessuti autorigeneranti, chip invisibili. A lungo scienza e filosofia si sono interrogate sull'immortalità, i progressi della medicina hanno allungato la vita media dell'uomo. Poniamo che si arrivi a far durare il nostro corpo duecento anni: siamo sicuri che anche l'anima possa «vivere» così a lungo? Come potrà lo spirito o la nostra mente vivere quegli anni in eccedenza? Si corre forse il rischio di regalare al corpo la possibilità di vivere a lungo, mentre la mente non potrà vivere un minuto di più? Per noi contemporanei, «progettati» per vivere 70-80 anni, il futuro è domani, fra un mese, fra un anno, la nostra mente non riesce a immaginare un futuro più lontano. Il passato, misurato in secoli e non in anni, privato dell'esperienza della crescita, dell'invecchiamento, sarebbe una semplice ripetizione, ieri o un secolo fa sarebbero la stessa cosa, il passato e il futuro, due limiti della coscienza, si avvicinerebbero quasi a collimare, mancherebbe una reale prospettiva temporale. Cosa sarebbero cento o duecento anni senza la coscienza di averli vissuti? Pertanto ritengo che l'immortalità, quella vera, per me dovrebbe realizzarsi nella dilatazione della coscienza, piuttosto che nelle perpetuazione del corpo.

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