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Rudezza gotica vs Raffinatezza italiaca 1-1

7 Agosto 2012 alle 18:00

Senza entrare nel merito della giustezza o meno dell’operato di Monti (sulla cui efficacia nutro i miei modestissimi ed irrilevanti dubbi di cittadino qualunque), al netto della poco raffinata rudezza teutonica e dei modi spicci dei discendenti dei Goti, intervistare un non-eletto, creato senatore a vita in un amen, catapultato l’amen successivo alla guida del governo di un paese già a sovranità limitata in ragione della manifesta incapacità della classe politica di svincolarsi dai veti incrociati dei partiti e dal veto dei veti posto dal partito unico della spesa pubblica, e rappresentarlo come insofferente (eufemismo) verso il controllo parlamentare sui governi, a me non pare una forzatura giornalistica di Der Spiegel. Il fatto è, però, che il professor Monti ha assunto quel cipiglio proprio per compiacere gli stessi prìncipi germanici che ora se ne dolgono. Nè le successive precisazioni di Palazzo Chigi sull’opportunità di “iniziative innovative e coraggiose”, al netto dell’eccesso di raffinatezza bizantina, significano altro se non: anche al Bundestag, quanto a veti, non scherzano.

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