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Ceto colto ma cieco

4 Agosto 2012 alle 14:00

Pensare per il piacere di pensare, come diceva Einstein prima di me, è veramente un'attività fondamentale. Qualche giorno fa mi trovavo a pensare, non so bene perché, a tutto ciò che riguarda il laicismo e la cecità di chi non riconosce che oltre alle teorie evoluzionistiche debba pur esserci qualche cosa. Qualche cosa che ha dato origine al ragionamento , o al pensiero che dir si voglia. Con grande sorpresa e contentezza ritrovo, sul Foglio di giovedì 2, un articolo di Bandinelli su logica ed etica, una colonna che merita veramente di essere letta e che condivido, se non fosse per l'uso del termine "laico" col quale l' autore si definisce. Un uso che non rende giustizia alla parola. Detto ciò, mi permetto di lanciare una provocazione al ceto colto del paese, dopo aver letto il dibattito sulle radici culturali della crisi(dove interviene tra gli altri Galli Della Loggia). Dibattito che a me, dal basso della cultura che i miei vent 'anni mi permettono, suggerisce una conclusione palese: crisi culturale, del modello familiare, di un' etica dimenticata, che si potrebbero sanare in gran parte seguendo una morale cosiddetta cristiana. Che interessa pure i laici... Questo articoletto è una semplice provocazione, ma se sarà necessario approfondire le mie ragioni, lo farò. Chissà che nel frattempo non si avvii sulle pagine del quotidiano un dibattito su questo tema.

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