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"Vai a raccogliere radicchi selvatici"

26 Luglio 2012 alle 16:15

Sarà perché euro è la parola sulla bocca di tutti, sarà perché s’accompagna a spread, ma euro è una parola antipatica, quasi insopportabile. Per non parlare del plurale euri: odiosa. Quest’ultima l’associo sempre a “pecuri”. Chissà forse un’anticipazione del baratto, forma di economia che ha qualche probabilità di ritornare in auge. Quanti pecuri mi dai se ti do due spread? Spread altra parola insopportabile. Anche questa l’associo, ma è dialettale, alle “sprelle” che sono un tipo di radicchio di campo, selvatico. Dalle mie parti, per mandare a quel paese in modo gentile, qualcuno, si dice “mò và par spreli” (vai a raccogliere radicchi selvatici). In fondo lo spread significa grosso modo la stessa cosa poiché più aumenta (lo spread) più andremo a ramengo per raccogliere “sprelle”. Dite quello che volete ma a me piace la parola lira. E’ poetica, lieve. Ricorda senza forzature la cetra, quindi Apollo. E’ vero che di questi tempi lugubri, la Grecia è meglio evitarla, tuttavia è parola meravigliosa. Infine spread. Non è meglio dire sfiga da debito? A quando un giornale che apra con un titolo del genere: “Oggi sui mercati la sfiga è aumentata di cento punti base”. Il governo assicura che il fenomeno è temporaneo e che la sfiga è destinata a rientrare entro parametri accettabili.

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