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Lo spread non è fesso

25 Luglio 2012 alle 20:30

Agli incolti, quorum ego, non serviva la prova. Ma oggi, a quota 540, finanche chi ha studiato Kant invece di uscire la sera (con l’eccezione dei movidisti spagnoli, che uscivanoo tutte le notti avendolo già letto) non può che constatare l’evidenza: il Sig. Spread (perché ingentilirlo con “Lady?”) se ne frega altamente di tutto e di tutti, a patto che il debito contratto dal “sistema” per garantire i “diritti” della maggioranza di assistiti e protetti abbia una qualche concreta possibilità di essere ripagato dalla sempre più esigua minoranza di chi cerca di produrre qualcosa che assomigli ad un utile, beninteso al netto dello strozzamento fiscale. Lui, lo spread, ha per questo e solo per questo mollato da tempo i cugini greci e, per questo, e solo per questo, ha successivamente puntato la Spagna, per poi passare all’Italia. I cuginastri francesi al momento possono gongolare sol perché lo Spread non è fesso: sa bene che anche i galletti consumano molto più di quanto potranno pagare, ma sa anche che il pasto si declina mangiando un boccone per volta . Si digerisce meglio e si preserva , per quanto possibile, il resto della dispensa. Chè il futuro è incerto anche per Lui.

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