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Dalle camminate abusive siciliane alle "passeggiate notturne" in Val di Susa

24 Luglio 2012 alle 14:45

In Sicilia si parla di "camminate" quando si descrive lo stato comatoso del pubblico impiego. Per dare posti di lavoro non ai meritevoli ma ai raccomandati si sono create le "camminate", gli spostamenti di dipendenti pubblici da un ufficio ad un altro solo per portare pratiche. Non siamo né in un film di Totò né in una commedia all'italiana. Questa in Sicilia è pura realtà. A molti km di distanza si parla di "passeggiate notturne", che non hanno nulla a che spartire con la situazione siciliana descritta in quanto si tratta di presenze movimentate, di attacchi, nella ormai fissa area di campeggio nel cantiere di Chiomonte in Val di Susa, dove i campeggiatori sono i No Tav. Persone violente, antagoniste e contrarie alla realizzazione dell'alta velocità. Violenti che mettono a repentaglio il futuro del nostro paese, che si basa su progetti avanzati di questo tipo, e anche la vita di poliziotti, di operai, di automobilisti e di giornalisti che intervengono per descrivere tale realtà vergognosa. Di fatto le camminate e passeggiate menzionate hanno in comune il laissez-faire, un senso di omertà e di silenzio da parte dei nostri governanti. A nulla servono le lamentele del ministro degli Interni Cancellieri, né del sindaco di Torino, Fassino, che si mostrano indignati di fronte a tale violenza. Troppe sono le loro colpe per farci stare zitti. La Cancellieri dovrebbe andare a lezione maroniana per sapere come gestire la faccenda e Fassino può ringraziare di avere alle spalle un partito che da sempre ha protetto per motivi politici facinorosi di ogni tipo, a partire dai no global per arrivare ai No Tav. Ora è troppo tardi per lamentarsi e ad ammetterlo è lo stesso Casini che ammonisce che "le violenze dei No Tav trovano legittimazione nelle prediche di troppi cattivi maestri". In Italia si lasciano passare troppe cose, il lassismo è all'ordine del giorno e quindi non si ottiene nessun risultato positivo né pratico né morale. Bisognerebbe andare a fondo in queste ferite.

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